sabato 14 settembre 2019

Libroterapia

Settembre il mese dei nuovi inizi.

Settembre è sempre un mese importante, segna la fine dell'estate e l'inizio di un nuovo anno di progetti.

Quest'anno anche "libroterapia: parole lette, emozioni raccontate" ha i suoi buoni propositi. Saranno disponibili circa 50 libri in regalo. Che fai non vieni a prenderlo? Ricordati che sarà il libro che sceglierà te.




martedì 10 settembre 2019


Settembre mese di prevenzione al suicidio


Il suicidio non avviene mai  per un impulso ma durante i giorni  precedenti appaiono segnali di allarme.

I segnali più forti e rivelatori di un disturbo sono quelli verbali:
 "non posso andare avanti così", 
"Non m'importa più di niente"  
"sto pensando di farla finita". Certe espressioni vanno sempre prese sul serio è meglio peccare di troppa cura che di superficialità davanti a queste parole.



Altri  campanelli di allarme sono:
chiusura e depressione 
atteggiamenti pericolosi
ordinare nei propri affari e regalare i propri oggetti di valore e quelli affettivi
cambiamenti di comportamenti e abitudini
abusare di medicinali o alcool
aver subito una grave perdite affettiva o aver avuto un cambiamento nella vita.



Ci sono delle situazioni che possono portare a questo atto finale:

Avere subito abusi sessuali o fisici
Avere una storia familiare di suicidi e violenze
Avere subito la morte di un caro amico o di un familiare
Essere andati incontro a un divorzio o una separazione, o la fine di una relazione
Avere subito fallimenti scolastici, temere l'imcombere di un esame, essere stati bocciati ad un esame
Avere perso il proprio lavoro, o avere problemi sul lavoro
Avere problemi legali
Essere stati arrestati di recenti o stare per essere rilasciati




I comportamenti dell'individuo che decide di suicidarsi possono manifestarsi così:
Pianto continuo
Atti e manifestazioni violenti
Infrangere la legge
Impulsività
Auto-mutilazione
Scrivere sulla morte ed il suicidio
Precedenti comportamenti suicidi
Oscillazioni comportamentali
Cambiamenti comportamentali.

Cambiamenti fisici esterni che vengono rilevati da amici e familiari sono:

Perdita di energia
Disturbi del sonno - dormire troppo o troppo poco
Perdita dell'appetito
Improvvise perdite o aumenti di peso
Aumento di malattie minori
Cambiamento di interessi sessuali
Cambi repentini nell'apparenza
Perdita di interesse nell'apparenza




Pensieri ed Emozioni che la persona vive sono i seguenti:

Pensieri sul suicidio
Solitudine - perdita di supporto dalla famiglia e dagli amici
Rifiuto, sentimento di emarginazione
Profonda tristezza o senso di colpa
Incapacità di vedere oltre ad una prospettiva angusta
Sognare ad occhi aperti
Ansietà e stress
Senso di impotenza
Perdita di autostima

mercoledì 28 agosto 2019

 I segnali per riconoscere un narcisista




Dal punto di vista psicologico il narcisista patologico è innamorato dell'idea idealizzata che ha di sé che gli oscura quella reale fragile e poco strutturata.


Ecco qua i segnali per poter riconoscere una persona narcisista.

La comunicazione sarà un soliloquio, non darà la possibilità di conversare in modo paritario. I suoi racconti spesso non sono veritieri dal momento che il narcisista ha bisogno di descriversi all'altro in modo eccellente per dare la migliore immagine di sé.

Chiederà tutto di te, la tua storia, i tuoi desideri, i sogni, vorrà sapere della tua famiglia di origine, ...ma non ti dirà molto di lui. Ha bisogno di acquisire informazioni per poi usarle per umiliarti, criticarti e manipolarti. E' necessario per lui screditarti essendo l'unico modo per "sentire" il suo valore.

Cercherà in tutti i modi di farti sentire sbagliata, perfino insinuando che le emozioni che provi sono erronee. Non dovrai mai giustificarti. 

Le sue costanti richieste di controllo e i comportamenti svalutanti non devono essere da te visti come la normalità. Non rendere quotidiani gli insulti e i mutismi.

Il narcisista prende sempre i meriti mai le colpe. Attribuisce agli altri ciò che non va. Anche difronte alla realtà dei fatti farà in modo da far credere che c'è stato un malinteso.

E' una persona molto permalosa non può neanche immaginare che il mondo possa pensare che sia incapace di fare qualcosa.

Ama solo se stesso, le attenzioni che rivolge agli altri sono funzionali per uno scopo, non è sensibile empatico.

Critica e sminuisce tutti per accrescere la sua presenta superiorità. Non rispetta nessuno e niente al di fuori di sé e dei suoi oggetti.

Spesso compie opere e imprese grandiose per risultare visibile e farsi ammirare. Punta ad avere un riconoscimento e un trattamento esclusivo. 

Si percepisce come una personalità grandiosa: lui fa cose che gli altri non saprebbero fare.

Ricerca attenzione dagli altri attraverso emozioni negative colpevolizzando l'altro perché non gli placa il suo dolore.

Se agisce un cambiamento...ATTENZIONE...è solo momentaneo oppure lasciano il posto ad atteggiamenti ancora più dannosi per chi gli è accanto.



COME DIFENDERSI?

Sii ferma nelle tue posizioni, non alimentare la sua collera con risposte aggressive poiché potrebbe essere pericoloso. Lui desidera la competizione e sapere che ha più valore di te. Sarebbe pronto a tutto per ottenere la conferma dell'immagine idealizzata di sé.


martedì 25 giugno 2019

La violenza che ruba l'infanzia

In questi giorni estivi la cronaca riporta sconvolgenti episodi di figlicidio. Con questo termine tecnico-giornalistico si indica il più atroce atto che un essere umano può commettere: uccidere il proprio figlio o la propria figlia.

Nel 2019 si contano già 4 casi, l'ultimo è accaduto pochi giorni fa, quando la piccola Giulia, bambina di 2 anni, è stata uccisa dal padre violento, denunciato più volte alle forze dell'ordine dalla ex moglie. L'uomo in seguito all'episodio ha cercato di uccidersi.

Sicuramente dietro a queste tragedie si rileva un disagio forte nella sfera della genitorialità con pregressi vissuti di maltrattamento e trascuratezza, e anche dell'esistenza di ipotetici aggravanti di una violenza già esistente come l'abuso di alcool, droghe o miseria economica.

In definitiva, dietro all'uccisione del proprio figlio si muovono dinamiche  diverse, rinchiuse in un isolamento del vivere nella comunità sociale, che emergono solo all'apice dell'ultimo atto violento.

La genitorialità è una funzione mentale che riguarda la sfera affettiva legata alla capacitò di sostegno e cura, per questo in psicologia, davanti a questi atti, parliamo di "tragedia annunciata" poiché i segnali ci sono ma spesso non vengono visti e rilevati neanche dai professionisti.

Esiste una differenza di pensiero tra il padre e la madre assassini, infatti nella madre omicida si rileva un'angoscia che inerisce l'incapacità di sentirsi all'altezza presunta o reale del ruolo di mamma attribuita dagli altri e da sè stessa. La cura verso la sua prole è percepita come deficitaria, difettosa, nonostante gli sforzi profusi diventando un vero e proprio atto indelebile. Mentre nel padre il figlicidio è legato all'immaturità come alla mancanza di responsabilità dell'assunzione del ruolo genitoriale che spesso si rileva in contesti di maltrattamento intrafamiliare come nel caso della piccola Giulia.

Infatti, in situazioni di separazione dove esiste violenza intrafamiliare, il partner abusante aumenta gli agiti violenti anche verso i figli usandoli come arma di ricatto contro la compagna, minacciandola di portarglieli via e addirittura di ucciderli.

La richiesta di questi padri di stare con i propri bambini è molto spesso strumentale utile ad avere un controllo sulla ex compagna. Proprio per questo e alla luce dei fatti di questi giorni, è necessaria più che mai una formazione adeguata indirizzata  a tutti i soggetti che si occupano di violenza affinché siano effettivamente adottate le indicazioni della Convenzione di Istanbul.




(Le parole definiscono la realtà in cui viviamo attenzione a come usarle)

mercoledì 5 giugno 2019

I NEURONI SPECCHIO E I FATTORI CULTURALI


Giacomo Rizzolatti è considerato il massimo neuroscienziato italiano, vive e lavora a Parma. Nel 1992 ha scoperto l’importanza dei neuroni specchio spiegando scientificamente “che guardando si impara". 

Infatti, mentre vediamo qualcosa, elaboriamo un pensiero, memorizziamo un dato, compiamo un movimento e un certo circuito neuronale entra in funzione. Il neuroscenziato ha scoperto che, nelle aree attribuite ai movimenti, la stessa attività neuronale si verifica sia nella persona che compie un gesto, sia in chi lo guarda. Per questo nell'osservatore si parla di neuroni specchio. Dunque, a livello cerebrale, la stessa azione viene compiuta da chi la fa e da chi la guarda imparandola e capendo l’intenzionalità. Perciò i neuroni specchio non riproducono solo movimenti ma anche emozioni. Da ciò si deduce che esiste un legame intimo tra gli esseri umani. Siamo tutti legati agli altri. 

Alla luce di questa scoperta gli studiosi stanno rivalutando la legge dell’ereditabilità di Lamarck secondo cui il patrimonio culturale si trasmetterebbe anche per via epigenetica, creando cioè un imprinting nel cervello che può essere passato alle generazioni future. 

I neuroni specchio sono anche alla base dell’empatia: la capacità di entrare in relazione con gli altri, di comprenderli, di solidarizzare con le loro sofferenze e le loro gioie. Per comprendere meglio dobbiamo ricordarci che in ogni azione che viene compiuta c'è una intenzione che dobbiamo codificare. Sono proprio i neuroni specchio a farci capire ciò grazie all’intuizione e non ad un ragionamento cognitivo. ma non sempre e non tutti  riusciamo a sintonizzarci gli uni con gli altri, infatti Hitler era molto empatico con animali ma non con gli ebrei, si può essere generosi con gli ultimi ma solo di determinate nazionalità, essere un bravissimo uomo fuori casa è un mostro in famiglia. 

Tutto questo ha una spiegazione, esistono due tipi di criminalità: quella impulsiva causata dai lobi frontali meno sviluppati che non riescono a modulare e frenare gli impulsi violenti e l’altra causata da mancanza di empatia. L’altro non è uguale è diverso e viene perfino oggettualizzato. Chi agisce violenza non lo riconosce e ai suoi occhi perde le caratteristiche di essere umano. 

Intuito e cognizione, empatia e cultura, si influenzano a vicenda. Posso perciò bloccare attraverso un percorso razionale e culturale l’azione dei neuroni specchio. 

Questo spiega perché l’empatia si attiva maggiormente verso coloro che ci hanno insegnato a considerare simili a noi come ad esempio i familiari e viceversa possono venire inibiti nei confronti di chi viene considerato un diverso.










domenica 19 maggio 2019

BulliBox

Ho parlato per la prima volta della Bullibox come strumento di contrasto al bullismo nel 2017. Oggi è diventato un progetto importante grazie al presidente dell'associazione Libertas Margot Massimo Pici che ha appoggiato l'idea e con la capacità di Angela Rossi e Alessandro Proietti che hanno realizzato la scatola.

Si tratta di una cassetta postale che viene messa a disposizione degli studenti all'interno dell'Istituto scolastico, per segnalare con bigliettini anonimi eventuali casi di bullismo a scuola.

La Bullibox è stata istallata in posti strategici, dove lo studente segnalatore (vittima o spettatore dell'evento) potrà imbucare il proprio biglietto senza essere visto. La gestione della Bullibox (chiavi, controllo dei biglietti, elaborazione delle richieste e segnalazioni) è affidata ad un docente referente.

La Bullibox deve essere ben raggiungibile per il ragazza/o "segnalatore" e poco visibile per gli altri studenti.

Il Messaggero del 14 maggio 2019





La Nazione del 17 Maggio 2019