In questo ultimo periodo ho evidenziato durante le mie sedute psicologiche un meccanismo ricorrente di relazione tra individui: “svaluto te per elevare me”.
Il fenomeno della svalutazione altrui, intesa come l'esigenza di "schiacciare gli altri" al fine di conseguire un'elevazione del proprio status o benessere emotivo, costituisce un campo di studio fondamentale nella psicologia del Sé e nelle dinamiche relazionali.
A livello psicologico, tale comportamento è interpretabile non come un'espressione di forza intrinseca, ma come un meccanismo di difesa compensatorio.
Quando l'autostima di un individuo è intrinsecamente fragile, contingente e dipendente da conferme esterne, l'atto di deprezzare le competenze, i successi o il valore di un altro soggetto assolve a una duplice funzione:
- Regolazione Emozionale: Ridurre la minaccia percepita generata dal confronto sociale.
-Ristabilimento Gerarchico: Creare una percezione distorta di superiorità attraverso l'abbassamento del referente esterno (la logica del "se l'altro è inferiore, il mio valore relativo aumenta").
Ricordiamoci che un'autostima autenticamente solida è resiliente e auto-validante, e non necessita di queste strategie difensive per affermarsi.

















