mercoledì 24 novembre 2021









 

 Il problema della violenza riguarda tutti e tutte noi. Dobbiamo smettere di giustificare i comportamenti violenti o leggere le persone come malate. Tutto questo ci porta in una strada senza uscita. Dobbiamo agire cambiando la cultura facendo comprendere di non giustificare quei primi accenni di manipolazione o controllo che sono alla base di un crescente isolamento che non è altro che l'humus dell'escalation della violenza.

Tutto ciò che possiamo fare per cambiare questa cultura è importante: dalle nuove narrazioni che non rivittimizzano le vittime, agli interventi a scuola, all'attenzione speciale di chi raccoglie le denunce ma sopratutto quando le donne hanno detto "BASTA!" La presa di coscienza mette veramente in discussione la rapte culture.

venerdì 19 novembre 2021









Più volte anche quest'anno abbiamo letto nei giornali notizie che ci hanno stretto il cuore come la storia dello uno studente abruzzese di 29 anni, iscritto alla facoltà di Economia nel campus di Forlì dell'Università Alma Mater Studiorum. Il giovane i primi giorni di ottobre si è lanciato dal ponte in via Stalingrado, a ridosso dell'area fieristica di  Bologna. Questo purtroppo non è un caso isolato, come dimostra uno studio effettuato da Skuola.net evidenzia come il 36% dei ragazzi intervistati racconta bugie ai genitori e ai parenti sulla propria carriera universitaria. Il 28% riferisce che non voleva deludere le aspettative. Da una bugie ne sorgono altre che servono a non ammettere il fallimento. Ma il castello di bugie diventa crescendo sempre più fragile diventando per chi lo sta creando insopportabile e intollerante.
Il senso di vergogna prende sempre più spazio e l’unica via di uscita sembra la morte.
Non è così!! C’è sempre una strada da percorrere basta chiedere aiuto.

lunedì 15 novembre 2021

Sguardi nelle stanza di terapia

 



 
La guarigione passa attraverso la relazione tra terapeuta e paziente. Ma il paziente deve fidarsi ed affidare per trasformare il dolore. Il lavoro va sempre fatto in due, verso l’obiettivo da raggiungere.
Può accadere però che il paziente a causa del suo vissuto proietti nel terapeuta alcune parti di sé facendo uscire la rabbia inespressa da lungo tempo e accusando chi lo cura di non essere accogliente solo perché non si lascia manipolare dalle sue parti malate e così dà a se stesso la scusa per abbandonare la terapia che si è fatta per lui troppo profonda e stringente.
Quando ciò accade nella stanza del colloquio si vive una tempesta emotiva che monta come un forte vento e ci sbatte da più parti.
Proprio in questo momento si deve rimanere saldi, fermi, e attendere.
Quel “matteggiare” del paziente che nasconde profonde ferite è una messa alla prova per chi si trova nella posizione di aiuto, per il paziente in quel momento il terapeuta è e deve restare una grossa e solida base, una figura sicura che lo contiene senza giudicarlo. Forse a seguito di quanto accaduto il soggetto si allontanerà dal percorso per poi tornare oppure se ne andrà per sempre. Ma la certezza è che dopo un episodio del genere abbiamo apportato un cambiamento importante dentro di lui: ora sarà consapevole che qualcuno lo ha accettato e lo ha “visto” anche quando ha dato il peggio di se stesso.

venerdì 12 novembre 2021

Non si deve viaggiare con bagagli pesanti come la rabbia, l’invidia ed il rancore. Dovremmo sempre portare con noi un bagaglio leggero: un po’ di coraggio, un bel sorriso e un paio di  “ma chissenefrega”da usare per ogni evenienza.



giovedì 4 novembre 2021


Nella tua relazione sei fiore o giardiniere?



" J. ha questa teoria, per cui le persone di una coppia possono essere o fiori o giardinieri. Due fiori non dovrebbero stare insieme: hanno bisogno di qualcuno che li sostenga, che li aiuti a crescere." Da La ragazza che amava Audrey Herburn di Rebecca Serle.


E tu sei giardiniere o fiore?

Attenzione alle rigidità dei ruoli, si deve sempre ambire ad una crescita reciproca che non cristallizzi relazioni che poi diventano disfunzionali.

giovedì 21 ottobre 2021

  Come ti fa sentire un percorso terapeutico?


 

Foto scattata da me all'Argentario

Durante la terapia avrai alti e bassi, momenti difficili scaverai sul tuo passato, torneranno a galla sentimenti che stavano chiusi in qualche cassetto della mente, spolvererai ricordi, riorganizzerai parole e relazioni ma poi troverai il tuo posto quello sufficientemente comodo per affrontare il mare della vita.

Per descrivere meglio prendo in prestito le parole di Isabel Allende in Donne dell'Anima mia: " Ho vissuto un mare in tempesta, con onde che mi portavano nella cresta e poi mi facevano precipitare nel vuoto. Queste onde sono state così forti nel passato, che in periodi in cui tutto va bene, invece di rilassarmi e godermi la pace del momento, mi preparavo alla successiva violenta caduta, che credevo inevitabile. Adesso non è più così. Ora navigo alla deriva, giorno dopo giorno, contenta del semplice fatto di galleggiare finchè possibile. "