venerdì 11 giugno 2021



Vademecum creato durante una psicoterapia con una giovane donna che dopo molto tempo ha rotto il filo invisibile che la teneva legata ad un uomo narcisista anche dopo la fine della relazione.


1) Non rispondere ai suoi messaggi e alle telefonata perché non sono di vero interesse verso di te ma sono invece necessarie a tenere il legame vivo è pronto per essere riaperto quando lui lo ritiene necessario.

2) Niente profili social falsi per indagare se ha nuovi amori o ne ha avuti durante la relazione con te. Anche perché la risposta è ovvia: “SI”

3) Se il narcisista pubblica sui social una foto che gli hai scattato tu, lo fa perché gli piace, non c’è un retro pensiero o un messaggio di interesse nei tuoi riguardi.

4) Non cercare i suoi amici. Sono dalla sua parte e pensano di te cosa gli ha raccontato lui. “Sei una pazza, instabile, travisi la realtà”

5) Ti cerca anche se sta con un’altra poiché per lui è un gioco necessario per tenere il controllo su di te, alimentando la speranza.

6) evita accuratamente di frequentare i posti dove potresti incontrarlo poiché ti farà passare per stalker.

7) Fatti aiutare da specialisti e ripartiamo da te ascoltando i tuoi bisogni e desideri.

8) Comprendi che non sei sbagliata sei solo stata sfortunate ad incontrare un uomo con un grande buco affettivo che manifesta il suo dolore facendo del male alla partner.

9) Evita di contattare le altre ex che con lui hanno vissuto la stessa esperienza. Il dolore non rimuginato a lungo non aiuta nessuna.

10) Impegnati a ricreare la rete amicale distrutta da lui che con critiche più o meno sottili ha screditato tutte le tue amicizie .

11) Cercati un nuovo hobby, nuove passioni.

12) Prenditi i tuoi tempi per rielaborare la storia e non colpevolizzarti credendo che sia finita per colpa tua. Lui si comporta con tutte le partner come ha fatto con te.


#luciamagionami #psicologia #psicoterapia #violenzapsicologica





martedì 1 giugno 2021


 Benvenuto Giugno. La strada si percorre insieme solo così possiamo tutelare i diritti di tutti e tutte. 

giovedì 15 aprile 2021

 

Compassion Fatigue




Compassion fatigue indica uno stato di tensione e preoccupazione, caratterizzato da una sintomatologia che ricorda quella del Disturbo Post-traumatico da Stress (evitamento, confusione, intrusioni) e che può manifestarsi in chi è frequentemente o stabilmente esposto alla sofferenza e al racconto delle altrui esperienze traumatiche (Figley, 2002), come chi fa il lavoro di psicoterapeuta.
Lo stress secondario infatti, colpisce chi viene sottoposto a situazione di trauma o sofferenza vissute no in prima persona ma sentite e più volte raccontare durante i colloqui clinici.
Infatti in terapia come nelle altre professioni di aiuto esiste un limite sottile nel fare bene agli altri e del male a sé stessi. Perciò è necessario coltivare la compassione come strumento fondamentale per aiutare chi si rivolge a noi, ma rinunciare alla pretesa di salvare il mondo, condividendo la responsabilità con chi chiede aiuto. La psicoterapia è un partita a scacchi dove il terapeuta e il paziente si siedono dalla stessa parte della scacchiera.
Una soluzione però esiste, nel pensiero di chi aiuta, ed è illustrata molto bene da questa frase che noi conosciamo ma al contrario "fai a te stesso ciò che fai agli altri". prendersi cura di sé, dei propri tempi, dei piccoli piaceri sono fonte di forza e di risorsa per fare bene il proprio lavoro e non cadere nella silenziosa compassion fatigue.

giovedì 8 aprile 2021

“La più grande scoperta di tutti i tempi è che una persona può trasformare il suo futuro semplicemente cambiando atteggiamento”.

Oprah Winfrey


Il triangolo drammatico definito da S. Karpman nel 1968 rientra nell’approccio psicoterapeutico dell'Analisi Transazionale. Questo modello indica uno schema di interazioni umane distruttive che si "attiva" quando due o più persone entrano in conflitto.

Ogni vertice del triangolo drammatico corrisponde ad un ruolo: salvatore, vittima, persecutore.
Il ruolo della vittima permette al soggetto che lo "interpreta" di soddisfare il suo bisogno di dipendenza e di evitare qualsiasi responsabilità all'interno della relazione.

Il persecutore è un soggetto critico, controllante altamente giudicante. Si sente superiore e non entra in contatto con il suo mondo interiore.

Infine nell'ultimo vertice troviamo il ruolo di salvatore. Il soggetto che usa questa modalità sì attiva sempre nell'assistere gli altri anche senza una vera richiesta di aiuto, così si sente buono, utile e non pensa a sè stesso.

Questo modello di Karpman ha un’applicazione terapeutica, i pazienti messi difronte a questo schema  sono recettivi alla comprensione di come si relazionano con gli altri e più inclini  alla volontà di cambiare.





domenica 21 marzo 2021

Primavera tempo di rinascita


In questo seconda primavera di pandemia è necessario fare spazio al nuovo che arriverà. Questo periodo ha portato dei cambiamenti al nostro vivere quotidiano ed è importante mettersi in una posizione di accettazione al nuovo, allo sconosciuto con quella capacità di vivere le avversità come abbiamo fatto in questo ultimo anno.  Diamo inizio a piccole cose come coltivare una pianta o sistemare un cassetto un po' confuso. Dare spazio, riordinare ci aiuterà a rifiorire. Buona primavera tempo di rinascita.

venerdì 26 febbraio 2021

 

Lo sport dice no alla violenza



Ieri a Perugia Il sindaco Avvocato Andrea Romizi, questa mattina, negli uffici della Questura, ha consegnato al Sig. Questore, dr. Antonio Sbordone, la “Carta di Responsabilità” del progetto “Insieme” del Comune di Perugia, patrocinato dalla Polizia di Stato.

Tutto nasce dai atti accaduti a Roma il 9 settembre riportati dai quotidiani con queste parole "Da una serata di svago con gli amici al termine del lavoro alla morte senza perché in un parchetto pubblico, massacrato dal branco. Tutto in meno di tre ore. Un tempo terribilmente breve quello che ha visto spezzare brutalmente sogni ed energie del 21enne Willy Monteiro Duarte in un angolo di Colleferro diventato teatro di uno dei peggiori e più assurdi omicidi compiuti negli ultimi tempi nella provincia romana." (Repubblica del 9 Settembre). 

La notizia mi ha così addolorato che ho subito contattato Massimo Pici presidente dell'associazione Libertas Margot chiedendogli di prendere una posizione difronte a questo omicidio da parte di tre ragazzi appassionati di arti marziali.

Dopo uno scambio veloce di idee è iniziato il lavoro in sinergia. Massimo ha tessuto una rete importante di relazioni tra palestre, Questura e Comune di Perugia.
Pasquale Rossi ha girato un video per rendere ancor più di impatto le giuste regole che io ho creato nella carta di responsabilità: dieci semplici punti che si basano su concetti importanti come il rispetto e la responsabilità.


We Rise by Lifting Others -Ci eleviamo sollevando gli altri-