giovedì 18 giugno 2015

Donne maltrattate e uomini in cerca di aiuto: oltre gli stereotipi della violenza di genere con Margot

Sarà la Sala Goldoniana dell'Università per Stranieri di Perugia ad ospitare venerdì 19 giugno, dalle ore 9.15 alle ore 12.30, "Le storie di Margot: oltre gli stereotipi della violenza di genere" convegno a cura dell'Associazione Libertas Margot, composta da professionisti impegnati nella lotta contro ogni violenza di genere e contro ogni forma di discriminazione. 
L'appuntamento sarà un'occasione per fare il punto della situazione sui due anni di attività dell'associazione, per ascoltare gli appelli e le storie delle donne vittime di violenza che si sono rivolte a Margot, per conoscere anche quelle degli uomini che hanno cominciato gli incontri al centro per autori di maltrattamenti e per un viaggio, appunto, oltre gli stereotipi della violenza di genere.
Interveranno: il magnifico Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo, il procuratore della Repubblica de L'Aquila, Fausto Cardella, Angelo Biondo e Valentino Maestrini, esperti di protezione personale Ministero dell'Interno, Lucia Magionami, Psicologa psicoterapista, Antonella Piccotti, insegnante, Emanuele Florindi, Avvocato, Vanna Ugolini, Presidente Margot ed una rappresentanza della Compagnia degli Gnomi. 

http://www.lagoccia.eu/cultura-e-societa/18872-donne-maltrattate-e-uomini-in-cerca-di-aiuto-oltre-gli-stereotipi-della-violenza-di-genere-con-margot-.html


giovedì 11 giugno 2015




LA RICERCA DEL BENESSERE INTERIORE TRA LE PAGINE DELLA LIBROTERAPIA DELLA DOTTORESSA MAGIONAMI 



 




di Francesca Cecchini


Una serie di romanzi riescono ad unire un gruppo di persone. Culture differenti, esperienze di vita, etnie e gusti personali si mescolano insieme per dar vita, grazie alla lettura, ad un appuntamento mensile speciale dedicato unicamente al proprio io


Nove iscritti e inizia il primo ciclo di incontri di Libroterapia curati dalla Dottoressa Lucia Magionami. Il libro, dunque, utilizzato per indagare la mente umana di un gruppo di persone che decidono di dedicare parte del proprio tempo a se stessi e ai propri compagni di viaggio. “Un romanzo al mese attraverso la cui rielaborazione si arrivava a parlare di noi. Libri non troppo lunghi, non conoscendo l’eterogeneità del gruppo di lavoro, e semplici, almeno in apparenza anche perché io sono convinta che persino utilizzando un fumetto, ad esempio, si possa indagare l’anima di una persona”. Così inizia il nostro appuntamento con la Dottoressa Lucia Magionami che ci ha accolto nel suo studio, in pieno centro storico di Perugia, per parlarci della Libroterapia, in questo caso di gruppo, che permette, attraverso a lettura di libri, di arrivare, o quanto meno di provare a raggiungere, uno stato di benessere psicologico.


Come mai la scelta della Libroterapia?


“Mi sono avvicinata a questo campo perché a volte mi rendevo conto che in terapia individuale, lì dove non riuscivo ad interagire e a far vedere un determinato problema, mi veniva spontaneo dare un testo da elaborare. Dopo questo passo notavo che la terapia andava oltre. Ovviamente nelle sedute personali la scelta del volume è differente”.


Qualche esempio sui libri che ha scelto per lavorare con il gruppo? E, se c’è, quale il filo conduttore…


“Tra gli altri, “L’ultima riga delle favole” di Massimo Gramellini, “Dieci minuti” di Chiara Gamberale e “Nostra signora della solitudine” di Marcela Serrano. Ho spaziato tra vari generi di romanzi. Il filo conduttore c’è sempre. In questo primo ciclo però non l’ho rivelato all’inizio del percorso, ma solo alla fine, ed era il cambiamento. Attraverso le pagine dei libri ho mostrato al gruppo che si può arrivare ad un cambiamento nel momento in cui ci si ritrova in un tempo fermo della propria vita, e quante sono le possibilità di riuscire a farlo”.


Ha mostrato al gruppo anche come cambiare?


“Si, ho mostrato anche come cambiare nel momento in cui ci siamo “rivisti” nei protagonisti dei romanzi che sceglievamo. Pensa che a volte è accaduto che, pur avendo letto lo stesso libro, qualcuno pareva averne sfogliato uno diverso. Mi spiego: può capitare di rimanere tanto coinvolti da ciò che leggiamo da arrivare a percepire un finale diverso da persona a persona. Perché in ogni libro c’è una parte di noi”.


Ogni partecipante però ha un proprio vissuto e, immagino, problemi differenti. Dunque come possono queste persone riuscire ad amalgamarsi e condividere?


“Il libro è la chiave di tutto. Usando un determinato romanzo si parte tutti insieme per un viaggio, cui tema principale è dettato da quello che si legge. Durante il percorso ci si immedesima ognuno in quello che si riesce a sentire più vicino. A questo punto avviene la condivisione e il confronto con il gruppo”.


Il gruppo si riunisce solo una volta al mese o ci sono attività collaterali?


“C’è solo un incontro al mese durante cui ci si confronta, si riflette insieme, si condivide la lettura effettuata e viene assegnato un nuovo libro per il mese successivo. E’ un “momento speciale” che di volta in volta porta il gruppo non alla soluzione dei propri problemi, non ad una “guarigione”, ovviamente, ma al raggiungimento di uno stato di benessere che fa bene al corpo e all’anima. Si ritaglia uno spazio di due o tre ore al mese in cui il mondo rimane chiuso fuori e ci si ritrova in uno spazio fatto su misura solo per noi, per le nostre necessità. Durante le sedute di Libroterapia non occorre fermarsi a parlare dei propri problemi ma solo di ciò che è inerente il libro. Se poi quest’ultimo ci porta a parlare di noi, questo viene da sé. Quando mi viene chiesto “Cosa trovo in questo gruppo?”, io rispondo: quello che tu ci metti. Tengo a sottolineare che se dovesse capitare di incontrarsi al di fuori dell’appuntamento mensile, chiedo di non parlare mai del libro. Quello è un argomento chiuso alle nostre ore di gruppo”.


Ci può anticipare qualcosa sul prossimo ciclo di incontri?


“Durante questo primo ciclo abbiamo avuto 5 incontri. Per il prossimo, che inizierà ad ottobre, pensavo, di arrivare ad otto. Ovviamente, oltre ai partecipanti del primo gruppo, le iscrizioni sono aperte a chiunque vorrà partecipare e avrà voglia di unirsi al nuovo viaggio che avrà un filo conduttore originale che, però, preferisco non svelare ancora”.


Cosa è rimasto a lei ora che questo primo percorso è terminato?


“A me queste persone hanno dato molto e per me è stata una forte emozione. Per farvi capire vorrei leggere uno dei messaggi che una delle partecipanti ha donato al gruppo: “L’incontro dello scorso sabato per me è stato davvero molto stimolante per la mente e, ho scoperto poi, anche per il corpo. Si perché ogni cellula del mio corpo sembrava ballare una rumba per tutte le cose su cui ho potuto riflettere in silenzio e durante il nostro scambio di opinioni. Grazie a tutte voi di esserci, di parlare, di permettermi di lasciare uscire qualche sfogo, di ascoltare e, soprattutto, grazie a questa idea di Lucia di unirci in questa esperienza. Chissà tra un anno se e come ci ritroveremo… arricchite, deluse, cambiate oppure esattamente come oggi. Per me è una bella sfida e per voi? Io sono una logorroica ma questa sono io. Mi scuso con chi questo non lo tollera. Buona lettura a tutti”.


Il ciclo si è chiuso con l’assegnazione di “Il gusto segreto del cioccolato amaro” di Kevin Alan Milne. Buona lettura a tutti!




http://viewpointitaly.it/wp2/blog/2015/06/10/la-ricerca-del-benessere-interiore-tra-le-pagine-della-libroterapia-della-dottoressa-magionami/

giovedì 4 giugno 2015

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore 

Questo meraviglioso cortometraggio da cui è nato il libricino è un inno ai libri, all'importanza che i libri hanno nella vita di ognuno di noi, all'importanza di quel primo libro che ognuno di noi ha letto nella vita e che gli ha fatto amare la lettura.

Un libro che non può mancare nella nostra libreria, un libro da regalare a chi ama i libri un libro per farvi conoscere la magia della LIBROTERAPIA.



Buona visione!



Si è appena concluso il bellissimo viaggio che abbiamo fatto all'interno dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni indagando la nostra anima, attraverso le pagine dei libri letti, durante il primo ciclo di Libroterapia.  

Il gruppo di Libroterapia comincerà il nuovo ciclo di incontri ad ottobre con la rielaborazione del seguente romanzo:




Gli incontri saranno otto a cadenza mensile di 2 ore ciascuno per un massimo di 10 partecipanti.

Le date sono le seguenti:

10 Ottobre  dalle ore 16.00 alle 18.00
14 Novembre dalle ore 16.00 alle 18.00
12 Dicembre dalle ore 16.00 alle 18.00

16 Gennaio dalle ore 16.00 alle 18.00
13 Febbraio dalle ore 16.00 alle 18.00
19 Marzo dalle ore 16.00 alle 18.00
23 Aprile dalle ore 16.00 alle 18.00
21 Maggio dalle ore 16.00 alle 18.00

I costi: 15 euro a incontro a cui si aggiungono per i nuovi partecipanti 20 euro di iscrizione.

Per partecipare al gruppo in partenza a Ottobre e avere informazioni su iscrizioni e sede contattatemi via e-mail: 

lucia.magionami@gmail.com

giovedì 14 maggio 2015




UNA BORSA PIENA DI AFFETTO.


Shopping compulsivo, la mania dell’acquisto che può essere paragonata ad un disturbo alimentare: così come l’abbuffata di cibo è assolutamente incontrollabile e crea frustrazione







Shopping compulsivo, la mania dell’acquisto che può essere paragonata ad un disturbo alimentare: così come l’abbuffata di cibo è assolutamente incontrollabile e crea frustrazione 



Lo shopping compulsivo è un vero e proprio sintomo, correlato con un disturbo dell'alimentazione.

Infatti possiamo rilevare come lo questa mania dell'acquisto sia caratterizzata delle stesse emozioni che rilevano in una abbuffata alimentare. È animato proprio dalla medesima necessità di colmare un vuoto interiore; tentativo che, a posteriori, ovviamente, risulta essere fallimentare e crea frustrazione e sensi di colpa.

Così come l'abbuffata di cibo, lo shopping compulsivo e assolutamente incontrollabile nel momento della compulsione fin ad arrivare a spendere grandi somme di denaro.

Il momento dell'acquisto assume una connotazione trasgressiva, questo causa un aumento dell'adrenalina che progressivamente crea e mantiene la dipendenza dal sintomo.

Come l'abbuffata lo shopping compulsivo ha gli stessi meccanismi. Non sono acquisti mirati, non è importante sapere cosa comprare, l'importante è' riempire quel vuoto e sedare quella sofferenza mai placarla veramente.

Esattamente come dopo avere ingerito grandi quantitativi di cibo quando"l'effetto della dose"svanisce ecco arrivare il senso di colpa.

Arginare e curare questo sintomo è possibile chiedendo aiuto a specialisti psicologi che porteranno la persona affetta da shopping compulsivo a ragionare sul personale bisogno di riempire la "borsa di affetto".

Si è visto da studi scientifici il forte legame tra "l'acquisto sfrenato" e la dipendenza dalla famiglia di origine o da chi provvede economicamente al mantenimento della persona affetta. Ma va ricordato che ogni persona ha vissuti differenti e dovrà fare un suo percorso di rielaborazione fino a rinunciare a quel apparente godimento malato e deleterio per la mente e per il salvadanaio.

Dott.ssa Lucia Magionami

Psicologa-Psicoterapeuta


domenica 10 maggio 2015


Le parole che curano



Tags: Lucia Magionami, #ioleggoperché, promozione lettura, libri


Sono sempre da sola in questo spazio ma non sono da sola nella mia voglia di utilizzare i libri per cercare il benessere psicologico. Da ormai due anni tengo corsi per colleghi psicoterapeuti che vogliano occuparsi di Libroterapia e in questi corsi ho occasione di conoscere persone speciali. Oggi voglio presentarvene una: Lucia Magionami, psicologa psicoterapeuta che lavora tra Perugia e Firenze, sia nei suoi studi sia come consulente per enti pubblici e privati come esperta di violenza intrafamiliare. La invito virtualmente qui perché voglio parlare del suo evento “Le parole che curano” collocato all’interno dell’iniziativa #ioleggoperché.




In cosa consisteva l’evento, Lucia?
Ho pensato di usare il mio blog per permettere a chiunque fosse passato di là di lasciare una frase significativa per la sua vita. L’unica condizione che ho posto è che la frase provenisse da un libro. Chi non ha mai avuto l’esperienza emotiva di incontrare una frase simbolo da tenere nel cuore? Bene, ho creduto che la condivisione di tante buone parole potesse innescare un circolo virtuoso per quanto virtuale. In fondo internet è uno strumento potentissimo in questo senso. Ciascuno è invitato a inviare via mail o posta ordinaria la frase scelta. Il risultato è al momento confortante.




Come ti è venuta in mente questa iniziativa?
In gennaio ho avviato un gruppo di libroterapia a Perugia, che si concluderà il 23 maggio prossimo. Ho raccolto il consiglio della mia amica Cristina che mi ha suggerito di condividere tra le partecipanti frasi tratte dai libri impiegati lungo il percorso terapeutico. Vista la partecipazione emotiva e il piacere condiviso nel gruppo ho creduto importante estendere questa esperienza all’esterno, così ho cercato in internet iniziative alle quali affidare la diffusione incontrando Ioleggoperché, un progetto di promozione della lettura, ideale per me da adottare.





Immagino ti siano arrivate molte frasi, ce n’è stata una che ti ha toccata particolarmente?

Va detto che tutte le frasi giunte si sono rivelate, a loro modo, illuminanti. I grandi autori, alla conta dei fatti, sono tali anche per la loro capacità di dire dell’Animo umano quel che i più non riescono a comprendere e men che meno ad esprimere. Ve n’è una che mi dà l’immagine precisa dell’esclusivo rituale di avvicinamento al libro, un po’ misterioso, sicuramente intimo e originale che compie ciascuno di noi quando cerca nuove storie da leggere, tra gli scaffali della libreria. E’ tratta da “Nostra signora della solitudine” di Marcela Serrano e recita: “L’antica, enorme e quasi mitica libreria Gandhi era, come al solito, piena zeppa di gente, con quella perenne musica di sottofondo che provocano, senza saperlo, le persone che comprano i libri.”





Ti chiedo una riflessione più ampia sulle frasi che ti sono arrivate: ci sono temi comuni, oppure una tipologia predominante di persone che le hanno inviate?

Sarebbe forzoso, e forse pretenzioso da parte mia, fermare in categorie comuni le frasi strappate a tanti differenti libri e arrivate come suggestioni chiarificatrici o problematiche. In questa fase che si chiuderà il 23 maggio posso almeno dire che le frasi giunte, quasi esclusivamente da donne, sembrano essere state prese innanzitutto per la loro capacità chiarificatrice di sentimenti inespressi, di moti dell’animo. Altre invece sembrano descrivere conflitti interiori irrisolvibili nell’immediato ma almeno descrivibili perché si possa prendere coscienza dell’insanabile turbamento che recano. Alcune sono poesie (Withman, Pessoa e altri) altre sono brani più estesi riferiti all’identità di genere e alla maternità, in tutte sicuramente si sente il bisogno della lettrice, del lettore, di nutrirsi di parole distillate, scolpite che descrivano l’indecifrabile complessità dello Spirito umano di cui tutti sappiamo essere partecipi. Parole da ricordare, da memorizzare e recitare in silenzio per conforto e sprone. Userò come sintesi di questo ragionamento le splendide parole di Clarissa Pinkola Estes, inviatemi da Bruna: “l’arte delle domande, l’arte delle storie, l’arte delle mani: sono tutte il frutto di qualcosa e questo qualcosa è l’anima”.





Ti ringrazio, Lucia, per l’impegno e per la passione che condividiamo nei confronti della lettura. Ti saluto lasciandoti la mia frase per il tuo evento: “Per il lettore ogni libro esiste in una condizione di sogno, fino a che le mani che lo aprono e gli occhi che lo scrutano non scuotono le parole fino a risvegliarle” Alberto Manguel in “Diario di un lettore”.






Rachele Bindi






8 maggio 2015




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http://www.libreriamo.it/a/11971/le-parole-che-curano.aspx