giovedì 16 luglio 2020



Amarsi vuol dire stimarsi




La stima di sé è legata al modo in cui ciascuno vede, percepisce e giudica sé stesso; in pratica riguarda l’idea che ci facciamo di noi stessi e delle nostre capacità. Ognuno di noi forma il proprio concetto di sé sin da bambino; il tempo e le esperienze lo modificano durante la crescita. Quindi la stima di sé dipende anche molto dalle esperienze dell’infanzia e dalla fiducia nelle personali capacità che abbiamo acquisito nel tempo.

Amarsi significa avere un alto concetto di sé e credere, allo stesso tempo, nelle proprie capacità. Il concetto di sé si forma anche attraverso le opinioni esterne che funzionano come uno specchio nel quale ci vediamo riflessi; quindi spesso giudichiamo noi stessi in base a ciò che gli altri pensano di noi.


Chi ha una bassa autostima, e conseguentemente scarso amor proprio, non ha fiducia in sé stesso e teme costantemente di compiere azioni che posso essere giudicate negativamente dagli altri. Succede, così, che si ha una continua paura di sbagliare nell’esprimere i propri punti di vista o nel fare delle scelte temendo di non essere accettati. L’amore per sé stessi, al contrario, si manifesta quando, abbiamo costruito un’idea positiva della nostra personalità per cui non abbiamo paura di mostraci per quello che siamo.

La stima di sé ci aiuta ad affrontare al meglio tutte le circostanze in cui veniamo a contatto con gli altri come ad esempio un colloquio di lavoro oppure la conoscenza di nuove persone, perché in questi casi siamo consapevoli delle nostre capacità e non temiamo di essere giudicati negativamente; oppure, di fronte ad una critica, reagiamo in modo positivo avendo alla base una forte stima nei nostri confronti.

L’amore verso sé stessi, insomma, è il punto da cui dobbiamo partire per migliorare il rapporto con noi stessi e con gli altri e per affrontare tutti quei problemi che ci fanno sentire bloccati, insicuri e paurosi.

venerdì 26 giugno 2020


Cosa è la Ottimismo irrealistico?


È un errore (bias) cognitivo che ci impedisce di ricordare informazioni catastrofiche e indesiderate. Detto in parole semplici “so che questa cosa è pericolosa ma tanto a me non capiterà nulla di grave”.

Alla luce di quanto affermato sembrerebbe avere quindi una funzione adattiva: ci rende capaci di andare avanti anche di fronte ai pensieri spiacevoli, e ci protegge dall’ansia per il futuro.


giovedì 18 giugno 2020

Cosa è la serotonina e perché è così fondamentale?



La serotonina è una molecola che previene i disturbi psicologici. Infatti se è bassa potrebbe essere la causa di un tono dell’umore irascibile, maggiore ansia, scatti di rabbia e soprattutto alla depressione. Proprio per questo viene definita la molecola del BUON UMORE.

Il precursore della serotonina è l’amminoacido triptofano che si trova nelle proteine.


La serotonina viene prodotta nel sistema nervoso, principalmente nell’encefalo, ma anche da cellule dei bronchioli polmonari e nel canale digerente. Più del 90% della serotonina presente nel circolo ematico è contenuta nelle piastrine.

La serotonina bassa può innescare una maggiore sensibilità al freddo e può essere causa di:

Tono dell’umore basso
Apatia
Anedonia
Scarsa reattività dell’umore
Disturbi del sonno
Inclinazione a disturbi d’ansia
Pensiero ossessivo
Rimuginazione
Irritabilità
Insofferenza
Pessimismo

Infatti è dimostrato che l’alterazione significativa di questa molecola a livello del sistema nervoso centrale è riscontrata nei seguenti disturbi mentali:
depressione,
disturbo bipolare,
anoressia nervosa,
bulimia,
binge eating disorder,
disturbo da stress post traumatico,
ansia,
disturbo ossessivo compulsivo.

Per migliorare il tono dell’umore e aiutare il nostro organismo a produrre serotonina, possiamo curare l’alimentazione e il nostro stile di vita, oltre che rivolgersi al medico e ad uno psicoterapeuta.

Per quanto riguarda l’alimentazione è necessario ingerire alimenti contenenti triptofano come l’uovo (soprattutto nell’albume) le carni, il salmone e il cioccolato.

L’attività all’aria aperta il sole e la natura aiutano molto a produrre la molecola del buon umore. Incontrare gli amici socializzare fa bene perciò è fondamentale rimanere connessi in presenza e non in remoto.

La psicoterapia infine è un allenamento costante alla produzione di serotonina aiuta a trovare strategie per resistere agli urti giornalieri che la vita ci propone.


lunedì 1 giugno 2020


E' ora di ripartire!




Siamo in ripartenza...piano piano ciascuno con i propri tempi tornerà a vivere le relazioni fuori dal web e dalle mura domestiche. Questa occasione servirà per fare ordine nei nostri legami affettivi e trovare nuovi spazi per crearne dei nuovi.

Ecco le domande da porsi:

"Come mi fa sentire quella persona quando la incontro?"
"Come mi sento in relazione con lui/lei?"
"Mi ascolta quando parlo? Oppure parla sempre di se?"
"Si è fatta/o sentire in questo periodo di confinamento?"
"Mi chiede come sto? E se me lo chiede ascolta la risposta?"

Sono semplici domande ma sono i pilastri di ogni relazione di reciproco scambio di un dare-avere emotivo.
Se teniamo presente questo concetto cominceremo a mettere in ordine queste persone nel nostro spazio emotivo. Lo scambio, il confronto sono essenziali in ogni relazione funzionale, dove non ci sono non può esistere lealtà e affidabilità.



 

sabato 30 maggio 2020

LESSICO PER RICOMINCIARE 
è un progetto di ali&no editrice per sostenere il Banco Alimentare. SCARICA GRATUITAMENTE l'ebook cliccando qui:
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Il Banco Alimentare è un’associazione che promuove politiche a favore della lotta allo spreco alimentare e a sostegno della povertà ed esclusione sociale, collaborando con le istituzioni UE e nazionali per la raccolta e redistribuzione di generi di prima necessità agli ultimi della società.

LESSICO PER RICOMINCIARE è realizzato con le parole di: Alessandro Abbate, Daniel Abbruzzese, Daniela Albanese, Marco Barone, Tiziana Bartolini, Barbara Bracci, Aldo Capitini, Francesca Cencetti, Gigi Corsini, Valerio Corvisieri, Matilde Defrati, Beppe del Bartòla, Donatella Dominici, Furio Durando, Valentina Fortichiari, Patrizia Fortunati, Dario Gigli, Fabrizio Grillenzoni, Marco Jaccond, Lucia Magionami, Sandra Mariani, Anna Martano, Anna Martellotti, Roberto Mosi, Carmen Pellegrino, Roberta Perfetti, Romana Petri, Stefano Polidori, Mirco Porzi, Anna Rastello, Puma Valentina Scricciolo, Emanuela Sebastiani, Evaristo Seghetta Andreoli, Francesca Silvestri, Fabio Sironi, Maura Susanna, Paola Torniai, Ettore Zanca, Enzo Zevini, Renzo Zuccherini.




ECCO LE MIE TRE PAROLE







TEMPO 




Il tempo tanto desiderato e utile nella lontana quotidianità, scandita da lavoro e spostamenti, è arrivato così all’improvviso che ogni giorno è sempre più difficile da riempire. E’ un tempo ritmato dall’esigenza di restare immobili per combattere un nemico invisibile il covid19. E’ un tempo imposto che spesso non riusciamo a gestire e impiegare in tutte quelle cose rimandate che non hanno mai trovato spazio nelle nostre giornate.

Ho sempre chiesto un tempo per riflettere, progettare pensare e quando è arrivato non riesco a prenderne cura come dovrei, ma sarà lui che sicuramente si prenderà cura di me.

Infatti il tempo è stato riempito di cose da fare di tabelle di impegni che scandiscono le giornate non solo per dare un ritmo alla quotidianità ma per sedare i pensieri che in questo momento sono pieni di paura dell’ignoro, angoscia per l’incertezza di ciò che avverrà e di un cambiamento che non conosciamo e già stiamo vivendo.



CAMBIAMENTO 


Questa emergenze mondiale sta portando dei cambiamenti molto visibili: come le città svuotate, il silenzio che a volte inquieta e altri sottili cambiamenti come quelli relazionali che continuamente costruiamo per non sentirci soli. Una relazione diversa che non nasce dall’incontro con l’altro ma mediata da un computer o da un telefonino.

E’ cambiata anche la relazione con noi stessi oltre con il mondo esterno, c’è un nuovo spazio di sicurezza che rende ogni nostro comportamento anche uscire a fare la spesa un evento straordinario più lento e dilatato.

Il mio lavoro di terapeuta è cambiato, filtrato dal web. Entro nell’intimità della psiche direttamente a casa dei miei pazienti, e loro si narrano ed esprimono le loro emozioni attraverso la rete. Mi mancano i passi delle persone che venivano a raccontarsi nei miei studi, è cambiata l’attesa che precede il colloqui clinici. Tutto è cambiato, tutto cambierà e mentre lo stiamo pensando siamo già una modalità altra. 


R-Esistenza 


In questo momento di forte emergenza: sanitaria, economica e relazionale dovuta al Covid19 la parola che risuona nella mia giornata è R-esistenza. Parola fondamentale per questo periodo sospeso.

Oggi più che mai ognuno di noi è parte attiva, siamo chiamati a r-esistere, a rispettare le regole che possono darci la possibilità di non ammalarci e perciò esistere. Ci stiamo inventando di tutto per colmare le distanze necessarie per non farci sentire isolati ma restando soli. Resistere è la vera forza resistere perché restare a casa ora è fondamentale non solo per non metterci in pericolo ma per evitare che diventiamo noi il pericolo per gli altri.

Questa lotta da casa servirà a molti di noi a smorzare quell’ego narcisistico disfunzionale per una connessione umana che ci farà sentire partecipi di un tutto al di là della rete web perciò adesso R-esistiamo contro i pensieri negativi, contro l’ego, godendoci il tempo che ci curerà e cercando di progettare nuovi scenari da vivere.

giovedì 21 maggio 2020

Bullismo durante il confinamento

Cosa cambia?


In questo periodo di confinamento dovuto al Covid19 le scuole sono chiuse e i ragazzi costretti a casa hanno cambiato il loro modo di socializzare, ma le cattive abitudini e le prevaricazioni non si sono di certo fermate. 

Sicuramente si sono interrotti tutti quegli agiti di violenza che determinano il fenomeno del bullismo poiché viene a manca il contatto fisico tra i ragazzi mentre il cyberbllismo ha preso ancor più forza.

La mancanza di relazione fisica, tra il prevaricatore e la vittima, e il confinamento dovuto all'emergenza sanitaria ha portato dei cambiamenti nella dinamica sottostante al fenomeno. Gli spettatori del bullismo sempre presenti nella relazione disfunzionale di questo fenomeno ed  hanno in questo periodo acuito ancor più il senso di indifferenza a prendere parte ed intervenire per aiutare la  persona in difficoltà aumentando così quel muro di silenzio ed isolamento fertile per  la prevaricazione, gli insulti e le molestie.

In questi mesi, tutti noi professionisti, abbiamo evidenziato il nascere di nuove chat dove la vittima viene esclusa dalla conversazione oppure se viene inserita ogni volta che scrive o viene ignorata o derisa e incitata a tacere.

Il rischio di questa modalità è che il tempo la renda una pratica rafforzata che poi verrà riproposta anche alla fine dell'emergenza covid19.

Per poter arginare e riconoscere il cyberbullismo ogni adulto di riferimento deve cogliere i segnali che emergono dai ragazzi e aprire con loro una comunicare costante attenta e motivata da interessi e curiosità per un mondo a volte distante e dimenticato da chi ormai è adulto. E' necessario ricordare che il bullismo e il cyberbullismo esiste non solo per relazione tra la vittima, il bullo ma anche per la  presenza di spettatori. Proprio su questi si può agire rendendoli parte attiva responsabilizzandoli e lavorando sul senso civico e di solidarietà.