martedì 19 marzo 2019



"Non è colpa mia. Voci di uomini che hanno ucciso le donne". 


Oggi sarò all'Università di Perugia di Perugia al Dipartimento di Scienze Politiche per presentare il libro insieme a Vanna Ugolini, grazie all'invito della Professoressa Giuseppina Pacilli.


Dopo la lezione con presentazione del testo abbiamo affrontato le domande degli studenti presenti.
Gruppo IDG - "Intersezioni Di Genere"



Corriere dell'Umbria 19 Marzo 2019


Gli esperti dell'Associazione Libertas Margot e il loro lavoro di contrasto alla violenza nelle relazioni di fiducia



venerdì 8 marzo 2019


LA GELOSIA NELLE RELAZIONI AFFETTIVE



La gelosia è un sentimento che esprime possesso, quando è eccessiva diventa patologica e nasce dalla paura di perdere l’altro che viene visto non come individuo ma come oggetto che ci appartiene perciò non gli riconosciamo la sua individualità.

Quali sono le caratteristiche e sentimenti sono tipici della persona gelosa? 

Paura di perdere ciò che ritiene suo (partner)
Paura di essere abbandonati
Paura di non essere all’altezza
Paura del rifiuto
Bassa autostima
Tendenza a sopraffare l’altro
Diffidenza verso gli altri e il mondo esterno.

Come si riconosce una persona gelosa? 

Si arrabbia facilmente se non gli dedichi tutte le tue attenzioni
Non sopporta che tu elogi gli altri
Non tollera che metti "like" ad altre persone sopratutto del sesso opposto
Sminuisce i tuoi amici e le tue amiche
Critica le tue amiche e i tuoi amici
Si irrita se ad un messaggio telefonico non rispondi subito
Se ti fanno i complimenti si arrabbia
Quando uscite insieme non ti perde mai di vista.

BUON 8 MARZO e ricordiamo che LA GELOSIA NON E' AMORE!

lunedì 4 marzo 2019

A volte bisogna cambiare e dopo anni di staticità ho rotto la zona comfort ed ho spostato lo studio di Psicoterapia di  Firenze. dal giorno 1 Marzo riceverò in via Pacinotti 20, circa 100 metri dal vecchio studio. Davanti la fermata del bus. Non ci sarà più bisogno di suonare il campanello, si dovranno soltanto fare delle scale per ritrovarsi in un luogo pieno di piante bellissime, un posto caldo e accogliente dove le storie della vita troveranno uno spazio più discreto e confortevole.



mercoledì 27 febbraio 2019

Violenza di genere. Un decalogo per i giornalisti per evitare di usare le “parole sbagliate”

In occasione della tappa fiorentina del progetto “Stop alla violenza di genere. Formare per fermare”, promosso dal Gruppo Menarini e accreditato dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana presso l’Ordine dei Giornalisti Nazionale. L’elenco delle parole “proibite” è uno strumento pratico per parlare di violenza sulle donne in modo appropriato, pensato per aiutare i media ma anche l’opinione pubblica ad affrontare il tema in maniera opportuna.

Il decalogo delle parole e degli stereotipi sbagliati quando si parla di violenza sulle donne:

Raptus: nessun femminicidio avviene mai all’improvviso, è sempre l’esito di un’escalation di violenza che non è stata intercettata o fermata in tempo. Il raptus non esiste!

Follia: usare questa parola è un modo per dare un alibi al carnefice e ammettere che ci sia in atto una malattia psichica.

Amore malato: questa espressione è un ossimoro, l’amore non c'entra nulla con la violenza.

Descrivere l'abbigliamento della vittima: insinua il pensiero di una colpa umiliando la donna e la sua libertà e di una giustificazione possibile all'atto di violenza da parte di chi la compie.

Descrivere in dettaglio le ferite subite: è un atteggiamento morboso e voyeuristico che provoca soltanto l'amplificazione del dolore nella vittima.

"Era un bravo ragazzo" (un padre premuroso, un uomo buono etc): è come sminuire la versione dei fatti della vittima, giustificare e non credere del tutto a ciò che è successo.

"Se l’è cercata": affermazione che colpevolizzare la donna e giustifica dei gesti che non possono essere in alcun modo giustificati.

"Lei lo tradiva": è un dettaglio privato che non giustifica la violenza e colpevolizza la donna.

"Perché’ lei non lo ha lasciato?" Andarsene per le donne non è mai semplice e i motivi nel restare all'interno di una relazione violenta sono molteplici dalla paura, alla situazione economica ai figli...

"Dare più spazio alle notizie che coinvolgono femminicidi compiuti da stranieri": distorce dalla realtà che vede come autori delle violenze, mariti, compagni, o familiari stretti in oltre il 80% dei casi.