mercoledì 11 novembre 2020

Un posto per te!



Zona Arancione!

I miei studi professionali ( Perugia e Firenze) resteranno aperti. 

Lavorerò anche in presenza e non solo in remoto rispettando le norme sanitarie e legali che garantiscono l'apertura degli studi psicologici (codice Ateco psicologi 869030).

La scelta è per me necessaria per dare ai miei pazienti un luogo sicuro dove portare le loro incertezze, le loro emozioni e le loro paure. Ma, anche per dare quello spiraglio a chi nel parziale confinamento vive un clima familiare di violenza e conflitto acutizzato dall'isolamento del covid 19. 

Ecco perchè avere uno "spazio per sè" dove raccontare e raccontarsi con un professionista in un percorso terapeutico è fondamentale.

martedì 10 novembre 2020

 Effetto Covid19 nelle nostri menti




E' la prima volta che il mondo affronta in modo trasversale un virus che ha rotto completamente tutti gli schemi e le abitudini, amplificando rabbia, paura e ansia. L'incertezza costante e le preoccupazioni per la propria salute e quella degli altri insieme ai problemi economici hanno fatto sperimentare a molte persone una destabilizzazione emotiva, portando nuovi dubbi e molte incertezze. Ma esiste anche una fetta di popolazione che nelle prescrizioni del Ministero della Salute e del Governo ha trovato una dimensione più confortevole, maggiormente affine al proprio carattere e al proprio funzionamento in rapporto con gli altri.

QUALI SONO LE PERSONE CHE VIVONO QUESTA SITUAZIONE CON MAGGIOR EQUILIBRIO PSICHICO? 

Le persone che hanno trovato un loro equilibrio e un adattamento funzionale in questo periodo sono tutti quei soggetti con le seguenti caratteristiche: 

IPOCONDRIACI vivono questo periodo in modo paradossale. Avendo le informazioni della pericolosità del virus da autorità competente si sentono meno minacciati  e l'isolamento gli riduce l'ansia da contatto.

OSSESSIVI COMPULSIVI (DOC) in questo periodo hanno hanno interrotto i loro rituali proprio a causa del confinamento che ha diminuito l'ansia.

FOBIA SOCIALE, la quarantena e le attuali restrizioni hanno portato anche in questi soggetti dei miglioramenti. Le persone che soffrono di fobia sociale si sentono libere di non evitare gli altri, di non creare relazioni e false immagini che un mondo senza covid gli richiedeva di fare.

CHI HA BASSA AUTOSTIMA perchè il periodo ha livellato tutto e tutti, non devono più fare confronti dai quali uscirebbero sicuramente sconfitti senza il confinamento.

CHI NON E' ASSERTIVO, la comunicazione tramite web ha messo quei limiti e quelle distanze dovute sopratutto alla comunicazione per via chat aumentando il tempo fra richieste e risposte in modo tale da calibrare le parole e lenire le frustrazioni. 


LE PERSONE CHE SI TROVANO IN MAGGIORE DIFFICOLTA' SI TROVANO A VIVERE:

DIPENDENZA DA INTERNET, il confinamento ha creato un potenziamento dell'uso dei social e della rete prendendo un grande spazio giornaliero, cambiando le abitudini e i ritmi della quotidianità.

DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE (DCA), con il covid19 si sono amplificati a causa della mancanza di quelle abitudini divenute certezze come il recarsi in palestra aumentando la solitudine che poi viene colmata con le abbuffate. Ricordiamoci tutti quanto abbiamo cucinato per il lockdown e quanto il cibo è consolotaario.

ABBANDONO AFFETTIVO: la paura della morte dei propri cari e rimanere da soli è un pensiero costante per molti. Questa paura colpisce in maggior numero le persone più fragili come i bambini e gli anziani che sentono di dipendere da altri non solo emotivamente.

PAURA PER IL FUTURO: la mancanza di certezze porta una assenza di progettualità che può scaturire in stati di ansia e depressione anche molto gravi.

INTIMATE PARTNER VIOLENCE (IPV). La violenza da partner nelle relazioni intime e in maggior numero verso le donne in questo periodo è aumentata. Vivere in casa con un partner violento porta la vittima costretta all'isolamento, imposto non solo da colui che le fa violenza, ma anche dalle norme di contrasto alla pandemia a sviluppare stati di agitazione, tristezza, destabilizzazione, ansia e depressione.


martedì 20 ottobre 2020

Come introdurre la Joy of Missing out







Ritornare alla noia, al non fare allo stare per ascoltarci e capire ciò che amiamo veramente e ciò che siamo.

La gioia di vivere non è proporzionale alle attività svolte ma alla qualità del tempo impiegato nello stare con noi stessi rispettando i propri tempi e i propri bisogni anche a scapito di inviti a feste meravigliose o ad eventi importanti.

Dobbiamo ritornare alle nostre priorità e non alla velocità della rete e delle apparenze: re-stare nel qui ed ora.

Ecco alcuni consigli da seguire:

1. Stare del tempo da soli.

2. Restare sconnessi dal web per un tempo determinato e deciso da voi.

3. Fare delle liste: una delle priorità, una dei bisogni, una dei desideri in modo tale da avere presenti le vostre bussole senza procrastinare.

4. Imparare a dire di no, scegliendo le cose da fare le occasioni a cui partecipare. Il fare ad ogni costo, il presiedere ad oltranza non da la felicità.

5. Rallentare, respirare e sorridere alle piccole gioie.

lunedì 5 ottobre 2020


FOMO e JOMO 

Due fenomeni nuovi che dobbiamo conoscere





➡️ Fear of Missing Out:
paura di perdersi una festa, un evento molto atteso, e tutte quelle occasioni che crediamo di dover partecipare per apparire.

Questa sensazione è alimentata dall’eccessivo uso dei social e ci fa paragonare la nostra vita a quella degli altri ritenendola peggiore.

Ci fa sentire inadeguati e tristi.

Tutto questo però si può arginare concentrandoci su di noi, sul nostro tempo sui nostri desideri.
Non scambiamo i nostri desideri e bisogni con quelli degli altri.


Fear of Missing out  è una paura che possiamo controllare: concentrandoci sul nostro presente e sui nostri bisogni.




➡️ Joy of missing out:
desiderio di perdersi qualcosa, di non partecipare ad una festa di non entrare in un social.

Il confronto sui social crea un sovraccarico emotivo perciò una buona parte dei giovani preferiscono vivere il mondo reale riacquisire i propri tempi e perciò rimanere in parte fuori della rete e dei social, usandoli con maggior consapevolezza.

sabato 3 ottobre 2020

Quotidiano LA NAZIONE del 2 Ottobre 2020



Dopo il dolorosissimo omicidio di Willy, accaduto tra la notte del 5 e del 6 settembre, ucciso di botte dai fratelli Bianchi fanatici di arti marziali e di farsi giustizia da soli, ho deciso di contattare Massimo Pici e chiedergli di prendere una posizione come presidente dell'Associazione Libertas Margot. Massimo sempre attento e disponibile ha portato nel Comune di Perugia una ottima iniziativa incaricandomi di creare una carte di responsabilità per promuovere la propria responsabilità dei propri agiti perchè le arti marziali non sono violenza fine a se stessa ma sono disciplina e sport. 

Presto vedrò la carta realizzata. 


Grazie Massimo

martedì 29 settembre 2020

Sfida autunnale 

Troviamo il tempo per giocare e prenderci cura di noi stessi.






• Fare la lista di nuovi libri da comprare

• Tirar fuori dall’armadio il plaid

• Guardare un film mangiando con pop corn seduti sul divano

• Cucinare un piatto dal sapore dell’autunno

•Bere una tisana

• Ascoltare il rumore della pioggia che cade

• Prendersi cura della casa addobbandola in tema autunnale

• Preparare una marmellata che poi verrà mangiata nei prossimi mesi

• Fare una passeggiata osservando il tramonto

• Fare un piccolo dono a se stessi

• Coltivare la serenità; con pensieri positivi e azioni solidali

• Accendere una candela profumata

• Praticare la gratitudine, sempre