sabato 1 gennaio 2022

BUON INIZIO ANNO








Ricorda che da qualche parte del mondo c’è un terapeuta che sa molto di te. Nella relazione c’è uno spazio sicuro dove raccontarsi ridere e piangere fino a mettere in ordine pezzettini di sé per trovare un nuovo equilibri

venerdì 31 dicembre 2021

BUON FINE ANNO CHE PORTI A TUTTI E TUTTE UN PIZZICO IN PIU' DI CORAGGIO






"Il coraggio non è sempre un ruggito.
A volte il coraggio è la calma voce
alla fine del giorno che dice:
'Proverò di nuovo domani'."
Charles Bukowski

martedì 28 dicembre 2021

 Un anno che sta per finire....

Non è stato un anno facile per me, mi ha trovato vulnerabile e ho sentito la necessità di scegliere, di lasciare, di abbandonare progetti, associazioni e dedicarmi solo al necessario. Rallentare, pensare riallacciare amicizie lontane e consolidare i rapporti con chi anche quando senti la necessità di chiudere il mondo fuori della porta di casa trova la strada per farsi sentire vicino. 

E' stato comunque un anno bellissimo che mi ha regalato bellissime esperienze personali e professionali facendomi conoscere nuove persone.

Tra le tante voglio ricordare l'incontro sui Sex offender con i ragazzi della scuola americana FUA Florence University of the Art che mi hanno accolto con entusiasmo e partecipazione. Un grazie di cuore alla dottoressa Livia Annalisa Sturlese Tosi per l'invito e il necessario supporto.

Poniamo sempre attenzione alle piccole o grandi gioie in periodi difficili.












lunedì 13 dicembre 2021

Una storia per riflettere!




Un padre disse a suo figlio:
"Ti sei laureato con onore, ecco una Volkswagen Sedan che ho comprato molti anni fa ... Ha più di 50 anni, ma prima che te la dia, portala al mercato dell'usato in centro per venderla e scopri quanto ti offrono"...
Il figlio va e dopo poco ritorna dicendo:
"Mi hanno offerto 2.000 perché l'auto è molto consumata dal tempo" .
Allora suo padre gli suggerì di portarla al banco dei pegni".
Quando il figlio ritornò dal banco dei pegni, disse: "mi hanno offerti solo 1.000, perché l'auto è molto vecchia"
Alla fine, il padre chiese a suo figlio di andare in un club di auto d'epoca e mostrare loro l'auto.
E lui così fece, portò la macchina al club, poi torno' da suo padre dicendo: "Alcune persone nel club hanno offerto 70.000! Dal momento che si tratta di una "vettura unica e molto ricercata dai soci del club".
Il padre disse a suo figlio: volevo che tu sapessi che è il posto giusto e le persone giuste che ti valorizzano nel modo giusto.
Se non sei apprezzato, non arrabbiarti, significa che sei nel posto sbagliato;
Chi conosce il valore di una cosa o di una persona è colui che sa apprezzarli.
Non stare mai nei posti dove non vedono il tuo valore!

venerdì 10 dicembre 2021

Formarsi per lavorare bene sulla violenza nelle relazioni IPV è importante








Lavorare sulla fenomeno della violenza tra la partner intimi è qualcosa di complesso. Dobbiamo avere grandi competenze altrimenti si crea confusione tra conflitto e violenza. Il conflitto presuppone due parti che dialogano, la violenza invece è unilaterale, un soggetto (sempre quello) agisce e l'altro subisce.
I dati istat parlano chiaro: le donne tra i 16 e i 70 anni che dichiarano di essere state vittime di violenza, fisica o sessuale, almeno una volta nella vita sono 6 milioni e 743 000, cioè il 31,9% della popolazione femminile; considerando il solo stupro, la percentuale è del 4,8% (oltre un milione di donne). Non possiamo non considerare tutto il lavoro fatto fino ad oggi ed improvvisarci in interventi "creativi" che porteranno ancor più a consolidare la rape culture sulla pelle delle donne come è accaduto giorni fa quando Barbara Palombelli ha detto: "Bisogna quindi lavorare sulla vittima, siamo tutti vittima di qualcun altro. Bisogna essere corazzati e ben consapevoli, così eviteremmo di trovarci in queste situazioni di violenza. La prevenzione avviene nella consapevolezza”. Troppo semplice e semplicistica questa frase come tante altre cose che accadono in questi giorni che irritano chi lavora in questo ambito da anni.

domenica 28 novembre 2021


Perché i bambini che assistono alla violenza domestica sono gentili con l'abuser?



Più volte mi trovo nel mio lavoro a spiegare perché i bambini vittime di violenza domestica sono “molto buoni” con l’abuser. Perché hanno bisogno di non farlo arrabbiare sia per proteggere la madre sia per stabilire quel senso di tranquillità a loro necessario. Inoltre vedere la madre in difficoltà e non essere capace di difendersi mette il minore in una condizione di prendersi cura di chi dovrebbe proteggerlo e annientando così i desideri e i propri bisogni.
Ferenczi lo aveva studiato nel 1932 e così scriveva ne “Confusione delle lingue tra adulti e bambini.
“I bambini hanno bisogno di appianare qualsiasi specie di disordine nella famiglia, per così dire di caricare sulle proprie fragili spalle il peso che grava sulle spalle di tutti; naturalmente non fanno questo, alla fin fine, per puro altruismo, ma per poter nuovamente godere la tranquillità perduta e la tenerezza che dipende da questa tranquillità. Una madre che si lamenta delle proprie sofferenze può fare della figlia la propria infermiera a vita, in sostanza procurarsi, per mezzo suo, un sostituto della madre, senza tener in alcun conto i veri interessi della figlia.”