mercoledì 28 agosto 2019

 I segnali per riconoscere un narcisista




Dal punto di vista psicologico il narcisista patologico è innamorato dell'idea idealizzata che ha di sé che gli oscura quella reale fragile e poco strutturata.


Ecco qua i segnali per poter riconoscere una persona narcisista.

La comunicazione sarà un soliloquio, non darà la possibilità di conversare in modo paritario. I suoi racconti spesso non sono veritieri dal momento che il narcisista ha bisogno di descriversi all'altro in modo eccellente per dare la migliore immagine di sé.

Chiederà tutto di te, la tua storia, i tuoi desideri, i sogni, vorrà sapere della tua famiglia di origine, ...ma non ti dirà molto di lui. Ha bisogno di acquisire informazioni per poi usarle per umiliarti, criticarti e manipolarti. E' necessario per lui screditarti essendo l'unico modo per "sentire" il suo valore.

Cercherà in tutti i modi di farti sentire sbagliata, perfino insinuando che le emozioni che provi sono erronee. Non dovrai mai giustificarti. 

Le sue costanti richieste di controllo e i comportamenti svalutanti non devono essere da te visti come la normalità. Non rendere quotidiani gli insulti e i mutismi.

Il narcisista prende sempre i meriti mai le colpe. Attribuisce agli altri ciò che non va. Anche difronte alla realtà dei fatti farà in modo da far credere che c'è stato un malinteso.

E' una persona molto permalosa non può neanche immaginare che il mondo possa pensare che sia incapace di fare qualcosa.

Ama solo se stesso, le attenzioni che rivolge agli altri sono funzionali per uno scopo, non è sensibile empatico.

Critica e sminuisce tutti per accrescere la sua presenta superiorità. Non rispetta nessuno e niente al di fuori di sé e dei suoi oggetti.

Spesso compie opere e imprese grandiose per risultare visibile e farsi ammirare. Punta ad avere un riconoscimento e un trattamento esclusivo. 

Si percepisce come una personalità grandiosa: lui fa cose che gli altri non saprebbero fare.

Ricerca attenzione dagli altri attraverso emozioni negative colpevolizzando l'altro perché non gli placa il suo dolore.

Se agisce un cambiamento...ATTENZIONE...è solo momentaneo oppure lasciano il posto ad atteggiamenti ancora più dannosi per chi gli è accanto.



COME DIFENDERSI?

Sii ferma nelle tue posizioni, non alimentare la sua collera con risposte aggressive poiché potrebbe essere pericoloso. Lui desidera la competizione e sapere che ha più valore di te. Sarebbe pronto a tutto per ottenere la conferma dell'immagine idealizzata di sé.


martedì 25 giugno 2019

La violenza che ruba l'infanzia

In questi giorni estivi la cronaca riporta sconvolgenti episodi di figlicidio. Con questo termine tecnico-giornalistico si indica il più atroce atto che un essere umano può commettere: uccidere il proprio figlio o la propria figlia.

Nel 2019 si contano già 4 casi, l'ultimo è accaduto pochi giorni fa, quando la piccola Giulia, bambina di 2 anni, è stata uccisa dal padre violento, denunciato più volte alle forze dell'ordine dalla ex moglie. L'uomo in seguito all'episodio ha cercato di uccidersi.

Sicuramente dietro a queste tragedie si rileva un disagio forte nella sfera della genitorialità con pregressi vissuti di maltrattamento e trascuratezza, e anche dell'esistenza di ipotetici aggravanti di una violenza già esistente come l'abuso di alcool, droghe o miseria economica.

In definitiva, dietro all'uccisione del proprio figlio si muovono dinamiche  diverse, rinchiuse in un isolamento del vivere nella comunità sociale, che emergono solo all'apice dell'ultimo atto violento.

La genitorialità è una funzione mentale che riguarda la sfera affettiva legata alla capacitò di sostegno e cura, per questo in psicologia, davanti a questi atti, parliamo di "tragedia annunciata" poiché i segnali ci sono ma spesso non vengono visti e rilevati neanche dai professionisti.

Esiste una differenza di pensiero tra il padre e la madre assassini, infatti nella madre omicida si rileva un'angoscia che inerisce l'incapacità di sentirsi all'altezza presunta o reale del ruolo di mamma attribuita dagli altri e da sè stessa. La cura verso la sua prole è percepita come deficitaria, difettosa, nonostante gli sforzi profusi diventando un vero e proprio atto indelebile. Mentre nel padre il figlicidio è legato all'immaturità come alla mancanza di responsabilità dell'assunzione del ruolo genitoriale che spesso si rileva in contesti di maltrattamento intrafamiliare come nel caso della piccola Giulia.

Infatti, in situazioni di separazione dove esiste violenza intrafamiliare, il partner abusante aumenta gli agiti violenti anche verso i figli usandoli come arma di ricatto contro la compagna, minacciandola di portarglieli via e addirittura di ucciderli.

La richiesta di questi padri di stare con i propri bambini è molto spesso strumentale utile ad avere un controllo sulla ex compagna. Proprio per questo e alla luce dei fatti di questi giorni, è necessaria più che mai una formazione adeguata indirizzata  a tutti i soggetti che si occupano di violenza affinché siano effettivamente adottate le indicazioni della Convenzione di Istanbul.




(Le parole definiscono la realtà in cui viviamo attenzione a come usarle)

mercoledì 5 giugno 2019

I NEURONI SPECCHIO E I FATTORI CULTURALI


Giacomo Rizzolatti è considerato il massimo neuroscienziato italiano, vive e lavora a Parma. Nel 1992 ha scoperto l’importanza dei neuroni specchio spiegando scientificamente “che guardando si impara". 

Infatti, mentre vediamo qualcosa, elaboriamo un pensiero, memorizziamo un dato, compiamo un movimento e un certo circuito neuronale entra in funzione. Il neuroscenziato ha scoperto che, nelle aree attribuite ai movimenti, la stessa attività neuronale si verifica sia nella persona che compie un gesto, sia in chi lo guarda. Per questo nell'osservatore si parla di neuroni specchio. Dunque, a livello cerebrale, la stessa azione viene compiuta da chi la fa e da chi la guarda imparandola e capendo l’intenzionalità. Perciò i neuroni specchio non riproducono solo movimenti ma anche emozioni. Da ciò si deduce che esiste un legame intimo tra gli esseri umani. Siamo tutti legati agli altri. 

Alla luce di questa scoperta gli studiosi stanno rivalutando la legge dell’ereditabilità di Lamarck secondo cui il patrimonio culturale si trasmetterebbe anche per via epigenetica, creando cioè un imprinting nel cervello che può essere passato alle generazioni future. 

I neuroni specchio sono anche alla base dell’empatia: la capacità di entrare in relazione con gli altri, di comprenderli, di solidarizzare con le loro sofferenze e le loro gioie. Per comprendere meglio dobbiamo ricordarci che in ogni azione che viene compiuta c'è una intenzione che dobbiamo codificare. Sono proprio i neuroni specchio a farci capire ciò grazie all’intuizione e non ad un ragionamento cognitivo. ma non sempre e non tutti  riusciamo a sintonizzarci gli uni con gli altri, infatti Hitler era molto empatico con animali ma non con gli ebrei, si può essere generosi con gli ultimi ma solo di determinate nazionalità, essere un bravissimo uomo fuori casa è un mostro in famiglia. 

Tutto questo ha una spiegazione, esistono due tipi di criminalità: quella impulsiva causata dai lobi frontali meno sviluppati che non riescono a modulare e frenare gli impulsi violenti e l’altra causata da mancanza di empatia. L’altro non è uguale è diverso e viene perfino oggettualizzato. Chi agisce violenza non lo riconosce e ai suoi occhi perde le caratteristiche di essere umano. 

Intuito e cognizione, empatia e cultura, si influenzano a vicenda. Posso perciò bloccare attraverso un percorso razionale e culturale l’azione dei neuroni specchio. 

Questo spiega perché l’empatia si attiva maggiormente verso coloro che ci hanno insegnato a considerare simili a noi come ad esempio i familiari e viceversa possono venire inibiti nei confronti di chi viene considerato un diverso.










domenica 19 maggio 2019

BulliBox

Ho parlato per la prima volta della Bullibox come strumento di contrasto al bullismo nel 2017. Oggi è diventato un progetto importante grazie al presidente dell'associazione Libertas Margot Massimo Pici che ha appoggiato l'idea e con la capacità di Angela Rossi e Alessandro Proietti che hanno realizzato la scatola.

Si tratta di una cassetta postale che viene messa a disposizione degli studenti all'interno dell'Istituto scolastico, per segnalare con bigliettini anonimi eventuali casi di bullismo a scuola.

La Bullibox è stata istallata in posti strategici, dove lo studente segnalatore (vittima o spettatore dell'evento) potrà imbucare il proprio biglietto senza essere visto. La gestione della Bullibox (chiavi, controllo dei biglietti, elaborazione delle richieste e segnalazioni) è affidata ad un docente referente.

La Bullibox deve essere ben raggiungibile per il ragazza/o "segnalatore" e poco visibile per gli altri studenti.

Il Messaggero del 14 maggio 2019





La Nazione del 17 Maggio 2019

domenica 12 maggio 2019


Bullismo e Cyberbullismo

Grazie a Roberto Carlotti per aver organizzato questo momento di riflessione sul fenomeno del bullismo e cyberbullismo il giorno 20 Maggio 2019 ore 21.15, presso la palestra della Scuola Primaria "Leone Antolini" di Ponte Valleceppi Perugia, con l’associazione “Genitori per crescere” e l' “’Istituto Comprensivo Perugia 13”.
Sarà una grande occasione raccontare lo strumento Bullibox da me studiato e portato in Umbria, realizzato da Angela Rossi e Alessandro Proietti e regalato capillarmente nelle scuole da Roberto Carlotti e gli altri soci di Libertas Margot. 
Questo testimonia la validità del lavoro di equipe, dove ognuno fa la propria parte e in sinergia si ottiene un risultato efficace. 

In foto Maria Pia Serlupini (già Garante dell'Infanzia e Adolescenza Regione Umbria) Lucia Magionami Psicologa-Psicoterapeuta, Roberto Carlotti responsabile protezione personale dell' Associazione Libertas Margot, Martino Gasponi Polizia Postale.

Genitori 


In foto Massimo Pici presidente Associazione Libertas Margot, Maria Pia Serlupini (già Garante dell'Infanzia e Adolescenza Regione Umbria) Lucia Magionami Psicologa-Psicoterapeuta, Roberto Carlotti responsabile protezione personale dell' Associazione Libertas Margot, Emanuele Florindi avvocato e Martino Gasponi Polizia Postale.

martedì 7 maggio 2019

Hikikomori 




Venerdì 3 Maggio a Perugia ho partecipato ad un convegno: "Esili: Hikikimori e la scomparsa volontaria. La lezione di Pirandello”, promosso dalla rete di professionisti ‘Contaminatio’.

Da questo convegno mi porto via nei miei pensieri sicuramente la bellezza e l'arricchimento di lavorare insieme ad altri esperti. Contaminatio infatti, è una rete di professionisti che nasce dall'esigenza dell'Avv. Maria Grazia Lucchetti da sempre attenta ai temi sociali e ai vissuti dei ragazzi.

Per ogni relatore e relatrice mi sono appuntata varie parole, vari pensieri che poi con il passare dei giorni prendono nuove forme. Ma la frase che prende un maggior spazio nella mia mente è stata detta durante l'intervento delle dottoresse Miriam D'Alessandro (Mastra) e Lucia Micheli (coordinatrice) che lavorano in una comunità terapeutica per minori psichiatrici a Cagli:

"Comprendere la sofferenza ma condannare l'agito violento"  

Abbiamo ancora tanto da fare per far capire la necessità di lavorare insieme mettendo da parte un "io" gigante per un "noi" solidale e basato sul rispetto, non lasciando spazio alla normalizzare della violenza e alla paura di chi è diverso da noi.







In foto: Mirko Revoyera Attore, Simona Zoncheddu Preside del Liceo Statale Assunta Pieralli, Lucia Magionami Psicologa-Psicoterapeuta, Rappresentante Provincia, Francesco Gatti Avvocato, Filippo Teglia Avvocato.



In foto: Mirko Revoyera Attore, Simona Zoncheddu Preside del Liceo Statale Assunta Pieralli, Dramane Diego Waguè Assessore, Lucia Magionami Psicologa-Psicoterapeuta, Rappresentante Provincia, Francesco Gatti Avvocato, Filippo Teglia Avvocato.



In foto: Myriam D'Alessandro Mastra casa Orizzonti Blu della Comunità Acquaviva, Lucia Micheli Direttrice del Coordinamento (Cooperativa Sociale Utopia), Francesco Gatti Avvocato, Massimo Pici segretario generale e provinciale del SIULP.




In foto: Massimo Pici segretario generale e provinciale del SIULP, Francesco Gatti Avvocato, Filippo Teglia Avvocato.



In foto: Francesco Gatti Avvocato e Filippo Teglia Avvocato.





In foto: Mirko Revoyera attore e Massimo Pici segretario generale e provinciale del SIULP.






La Nazione domenica 5 Maggio 2019



Il Messaggero domenica 5 Maggio 2019