martedì 31 maggio 2022

 



Il Maggio dei Libri, la campagna del Centro per il libro e la lettura che fino al 31 maggio invita a realizzare iniziative ispirate al tema istituzionale ContemporaneaMente. Leggere per comprendere. Dal 23 aprile dunque, giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore, “si rinnova la sfida a inventare occasioni di lettura, in presenza o in digitale, per lasciarsi coinvolgere in viaggi per incontrare i personaggi più vari che un po’ ci assomigliano. Scorze d’Arancia-Le donne in dodici romanzi” é un diario (active book) pensato come “un tempo per te” che lascia spazio alle tre declinazioni tematiche di quest’anno: Leggere per comprendere il passato; Leggere per comprendere il presente; Leggere per comprendere il futuro”. Infatti l’active book è stato pensato come “un tempo per il lettore” un aiuto a fermarti e comprendere non solo le vicende dei romanzi consigliati (uno per mese dell’anno) ma per dedicarti quel tempo necessario per leggere e scrivere di emozioni e camminare verso il proprio sè.




I libri scelti nel percorso narrano di un tempo passato per tenere viva la memoria necessaria a non ripetere gli errori, un tempo futuro di speranza e nuovi inizi.
Ogni mese oltre che a suggerire il libro e una serie di domande per riflettere porterà poi il lettore in cucina tra gli odori e i sapori che “fanno casa”. Quella alchimia che attraverso il fare trasforma gli ingredienti in cibi elaborati. Ogni ricetta è semplice ed è tratta dal quaderno di cucina di Fernanda Pievaioli.






Per chi fosse interessato ad iniziare un percorso ecco dove trovare il diario
Scorze d'Arancia active book











domenica 3 aprile 2022

 Persone che cambiano la storia

Porpora Marcasciano



Durante il lookdown di due anni fa ,rimanendo chiusa nella mia piccola cosa per 77 giorni, ho cominciato a pensare come poteva essere vissuto veramente quel preciso momento da altre persone al di la dei canti nei balconi, oltre gli arcobaleni disegnati e le scritte di resistenza "andrà tutto bene".
Ho pensato alle persone Trans che già normalmente hanno problemi di inserimento nel mondo del lavoro e con la pandemia hanno rischiato veramente la fame se non ci fosse stata una rete di forte solidarietà. 

Basti pensare che negli ultimi dieci anni il 45% di persona transessuali si sono viste rifiutare la candidatura per un posto di lavoro (Unar, Arcigay e Mit, 2014).
Secondo Christian Cristalli, presidente e fondatore del Gruppo Trans APS, le donne trans sono particolarmente svantaggiate a causa di una serie di stigmi che si abbattono sulle loro vite, precludendo ogni strada che non sia quella della prostituzione. In moltissimi casi, il sex work non sarebbe il frutto di una libera scelta, ma l’unica strada percorribile per “non morire di fame”.

In seguito durante il secondo lookdown ho deciso di approfondire di più i miei studi su questa tematica partecipando a due ecm. Uno dei quali organizzato dal MIT (Movimento Identità Trans), l'associazioni più importanti del movimento LGBTQ+ italiano e sicuramente la più antica.

La sua fondazione ufficiale del MIT risale all’estate del 1979 quando le proteste delle persone trans si fecero visibili e dopo qualche anno, esattamente il 14 Aprile 1982 portarono all’approvazione della Legge 164.
In quel periodo il MIT si batteva non solo perché fosse riconosciuta l’identità trans ma anche e soprattutto affinché fossero rispettati i diritti e la dignità della persone trans: il suo diritto a un transito sicuro e garantito, la possibilità di autodeterminarsi e progettare la propria vita. 
Di strada il MIT ne ha fatta tanta grazie al coraggio e alla caparbietà di tutti gli attivisti e le attiviste e sopratutto grazie a Porpora Marcasciano ex presidentessa dell'associazione e oggi presidente della Commissione Pari Opportunità del consiglio comunale di Bologna.

Studiando i miei corsi ecm ho voluto conoscere meglio Porpora e così sapendo dai media che sarebbe venuta a Firenze al Cinema La Compagnia a presentare la pellicola on the road che ripercorre le sue vicende umane e la sua militanza.









Porpora fa risalire il suo attivismo al 1975, in occasione dell'omicidio di Pier Paolo Pasolini. In quell'occasione, infatti, i membri del collettivo politico di cui faceva parte le chiedono di dichiarare pubblicamente la sua storia durante un'assemblea scolastica.




(Film in rassegna in questi giorni al Cinema La Compagnia)



Nel 2010, a seguito della morte di Marcella Di Folco, Porpora Marcasciano diviene presidente del MIT fino al 2016, ricoprendo lo stesso incarico dal 2019 ad oggi.

Nel 2016 viene insignita del premio, "dedicato alle persone che costituiscono inestimabile patrimonio per il movimento per la tutela dei diritti umani" Human Rights Defender da Amnesty International insieme a Daniela Tomasin.







Nel film sono raccontate le battaglie di Porpora Marcasciano del ’77, le folli notti romane e l’impegno politico. La leader del movimento trans, Porpora, rivive la sua formazione politica e umana insieme a Vittorio, un testimone appartenente ad una nuova generazione. Il viaggio verso il paese natale nel Sud Italia è una ricerca per scoprire gli effetti delle sue origini sul suo vissuto presente, fra racconti intimi e incontri con figure storiche del movimento trans e con la comunità dei “femminielli” di Napoli.





Porpora Marcasciano, Vittorio Martone (autore e produttore), Barbara Caponi (Presidente IREOS e condirettrice FQF), Bruno Casini (condirettore FQF).


“Nel ’73 smisi di vergognarmi e compresi che quanto mi avevano insegnato non era vero: gli indiani non erano cattivi, i comunisti non erano cannibali, gli anarchici non erano assassini e gli omosessuali non erano mostri, mentre gli stronzi che vorrebbero fartelo credere sono invece autentici: stronzi, veramente stronzi“.



martedì 8 marzo 2022




In occasione dell' 8 Marzo, regalati e regala un gesto che fa ripartire la vita di molte donne in Afganistan.

Fondazione Pangea Onlus opera a Kabul dal 2003 e ora più che mai ha bisogno di qualsiasi nostro contributo. In questi diciannove anni ha coinvolto nei suoi progetti più di 7000 donne e 60000 bambini.

Dall’agosto 2021 la situazione in Afghanistan è cambiata: i talebani hanno assunto il potere e nel paese regna paura e forte instabilità economica e sociale.

Le donne, pagano le spese più alte: diritti negati, cura dei figli malnutriti, impossibilità di lavorare e di muoversi liberamente. Molte madri per non vendere i propri figli si ritrovano a vendere i propri organi. La popolazione è stremata, l'inverno fortunatamente sta finendo ma la temperatura è arrivata anche a -20.

Pangea non si è mai fermata e grazie ai volontari ha iniziato una distribuzione mensile di un pacco alimentare contenete anche beni di prima necessità. Questo progetto partito da Kabul,  adesso ha raggiunto 7 province.

Attualmente il pacco arriva a queste tipologie di famiglie:
Famiglie donne sole con bambini
Famiglie con bambini sordi
Famiglie con componenti disabili o con problemi di salute importanti
Famiglie senza reddito
Famiglie con molti bambini piccoli
Famiglie minacciate dai talebani e che vivono nascoste
Famiglie con persone LGBT

Il pacco contiene:
50 kg di farina
7 kg di fagioli
10 l di olio da cucina
21 kg di riso
7 kg di zucchero
sapone
the
Un sacco di carbone per il riscaldamento.

La distribuzione degli aiuti umanitari è possibile grazie ad ognuno di noi. Non ci resta che collegarci al sito: Pangea Onlus 


domenica 6 febbraio 2022



Il cambiamento culturale passa anche dalla tv. in questo Sanremo abbiamo sentito parole potenti di artisti molto amati.

Coraline dei Maneskin è una canzone che tratta l'adolescenza e della sua complessità che vive una bambina prima e una donna poi. In tutta la canzone c’è la voglia di agire al di là dei momenti bui che creano un senso di sfiducia. Neanche l’arrivo di un uomo con tutto l’amore che può dare non riuscirà a scalfire quel muro di dolore creato per proteggersi.
Una fiaba senza lieto fine, la principessa non viene salvata dal cavaliere ma si chiude in una inerzia che spaventa noi adulti che ma rischia di far presa nei giovani. Basta pensare che l’Italia è la prima nazione europea per numero di ragazzi che decidono di non studiare e di non cercare lavoro. Una reazione all’angoscia e alla mancanza di visione di nuove opportunità.


 Drusilla Foer da una grande lezione sulla comunicazione non violenta.
“Non voglio ammorbarvi a quest’ora con parole sulla fluidità, sull'integrazione, sulla diversità. Diversità non mi piace perché ha in sé qualcosa di comparativo e una distanza che proprio non mi convince. Quando la verbalizzo sento sempre di tradire qualcosa che penso o sento. Le parole sono come le amanti quando non si amano più vanno cambiate subito. Un termine in sostituzione potrebbe essere unicità, perché tutti noi siamo capaci di coglierla nell’altro e pensiamo di esserlo. Per niente, perché per comprendere la propria unicità è necessario capire di cosa è composta, di cosa siamo fatti. Di cose belle: le ambizioni, i valori, le convinzioni, i talenti. Ma talenti e convinzioni devono essere curati. Non è facile entrare in contatto con la propria unicità ma un modo lo avrei: si prendono per mano tutte le cose che ci abitano e si portano in alto, si sollevano insieme a noi, nella purezza dell’aria, in un grande abbraccio innamorato e gridiamo: “che bellezza tutte queste cose sono io”. Sarà una ficata pazzesca e sarà bellissimo abbracciare la nostra unicità e a quel punto io credo che sarà più probabile aprirsi e uscire da questo stato di conflitto che ci allontana. Sono una persona molto fortunata a essere qui ma vi chiederei un altro regalo: date un senso alla mia presenza su questo palco e tentiamo il vero atto rivoluzionario, che è l’ascolto, di se stessi e degli altri.”

sabato 5 febbraio 2022





Bovarismo è un termine che viene dal romanzo “Madame Bovary” di Flaubert, viene usato che descrive quel tipo di atteggiamento psicologico per cui ci affidiamo alla fantasia, e costruiamo una personalità diversa da quella reale dando vita ad un falso se che a lungo andare ci da un senso di smarrimento e vuoto. Questo è quello che a volte accade nei social. Si inventa una vita che vorrei aumentando le frustrazioni e rimanendo imprigionati nella virtualità.




Riporto le parole di un uomo che sta seguendo un percorso terapeutico "Ho capito di amarla veramente e non di vederla come mia proprietà quando mi sono reso conto di doverla proteggere da me”. L’essere umano può cambiare, ha risorse per farlo, ha le capacità. Con un lungo e profondo lavoro su se stesso l’uomo creatore di violenza può diventare uomo di gentilezza. Dobbiamo lavorare su un nuovo vocabolario emotivo come ho già dichiarato su una intervista il mese di Novembre 2021.